
Hai mai sentito parlare degli eremiti di città?
Ebbene io sono una di loro e no: non si tratta di niente di troppo esotico o alternativo!
Sul web potrai trovare varie informazioni al proposito, ma in questa pagina ti racconto il mio percorso spirituale e come questo mi abbia portata a fondare, nel 2023, Ambasciata Topina.
IL MIO PERCORSO SPIRITUALE

Ambasciata Topina è stata la mia personale risposta all’uccisione dei suini del rifugio Progetto Cuori Liberi, avvenuta il 20/9/’23 ad opera dei veterinari di ats Pavia: un evento tragico e sconvolgente per tutto il mondo animalista e antispecista… elaborare un progetto in difesa dei topi sfruttati e maltrattati è stato il mio modo per non implodere davanti a tanto orrore… è stato – ed è ancora – il mio “si” alla vita, a quella che i più disprezzano.
Le riflessioni che mi hanno spinta a fondare Ambasciata Topina sono però precedenti all’uccisione dei suini di Cuori Liberi… quella è stata solo la molla che ha fatto scattare la mia risposta.
Per oltre 40 anni sono stata cattolica praticante: fin da ragazzina la fede è stata un elemento fondante della mia vita, mi sono sempre riconosciuta nella spiritualità francescana e, a 44 anni, mi sono consacrata come eremita di città (gli eremiti sono figure previste da varie religioni, compresa quella cattolica; gli eremiti detti “di città” sono spesso laici – come me – vivono nel mondo e compiono un cammino individuale, pur nella comunità, che prevede ampio spazio per la preghiera e la contemplazione).

Nel corso degli anni, parallelamente al mio cammino di fede, poco alla volta ho cominciato a percepire il contrasto tra ciò in cui mi riconoscevo – la spiritualità francescana – e il fatto che mi nutrissi di animali che chiamavo fratelli… quando questo contrasto si è fatto palese ed intollerabile, con grande sofferenza ho scelto di prendere le distanze dalla Chiesa Cattolica, pur rimanendo cristiana e anche eremita di città… è stato un passo davvero doloroso, ma se essere cattolica doveva significare trattare come inferiori, alla stregua di oggetti, quegli stessi animali che durante i canti in chiesa definivo fratelli, non potevo più essere complice di tutto ciò!

Pian piano, con grande fatica, ho messo in discussione tutta la mia spiritualità e la mia fede: le ho smontate come un Lego e, con tutti i pezzi sparsi davanti a me, le ho rimontate in un modo che ritenessi valido non in assoluto e per chiunque, ma giusto per me, credibile e autentico per me, per la mia sensibilità, per i miei valori.
Ecco, quello che ho appena descritto è lo sfondo a partire dal quale, dopo l’uccisione dei suini Cuori Liberi, ho scelto di fondare l’Ambasciata Topina; “cattolico” significa “universale”: io posso far parte solo di una Chiesa che sia davvero universale, cioè che consideri tutte le creature alla pari, perché il Dio che conosco, e che porto nel cuore, non può in nessun modo fare gerarchie tra i suoi figli, né contemplare che alcune creature (gli umani) valgano di più e tutte le altre di meno.
Oggi la mia Chiesa è tutto il creato, sulle panche della “cattedrale” che frequento siamo tutti in prima fila: topi, montagne, pesci, alberi, umani e tutte le altre creature…qui non servono dogmi e nemmeno gerarchie: serve amare, amarsi, avere cura di sè e dell’altro da sè, serve coltivare la libertà di ogni creatura e anche sapersi limitare, per rispettare gli altri.
Nella natura riconosco il riflesso di Dio e la comunione con le altre anime ora comprende tutte le creature e il creato, non più solo la specie umana.

LA SPIRITUALITA’ E LA FEDE SONO QUESTIONI PRIVATE?!
Voi potreste dirmi: “ma perchè ci racconti i fatti tuoi? Non ci interessano, sei libera di fare ciò che vuoi, sono questioni private”… veramente? Davvero credete che la spiritualità sia un fatto privato?!
Eppure la spiritualità e, per chi è credente, anche la fede, condizionano i comportamenti dei singoli e delle comunità, e tutto questo ha risvolti fortemente politici, intendendo con questo termine la conduzione e la gestione della vita pubblica… pensate che effetti straordinari ci sarebbero se la maggior parte delle persone avesse una spiritualità antispecista… probabilmente non ci sarebbero animali sfruttati: nessun allevamento, niente carne da mangiare, nessuna sperimentazione animale!
Raccontare il proprio percorso non ha lo scopo di convincere gli altri della sua validità, ma quello di offrire una testimonianza che può contribuire a suscitare domande, attivare riflessioni, forse cambiamenti.
